Occhio a sottovalutare questo modello storico, non avrà l’aspetto del bolide ma vale sicuramente quanto una super auto.
L’abito non fa il monaco, e questa è una grande verità che però assume tutt’altra dimensione quando si parla di “sleepers”. In gergo americano, qualcuno lo saprà sicuramente, questo termine si può utilizzare per riferirsi a quelle vetture che non hanno l’aria di essere macchine sportive ma, vuoi per le modifiche a cui sono state sottoposte, vuoi per un rapporto peso potenza ottimale, sono in grado di far mangiare la polvere anche ad una sportiva.
Alcune vetture di questo tipo sono notoriamente al cento per cento italiane, come quella di cui parliamo oggi. Gli anni del Gruppo B in particolare sono stati grandiosi, per i fans delle sleepers; con la necessità di omologare centinaia di unità stradali da vendere al pubblico solo per introdurre una vettura nuova per gareggiare nel campionato da rally, sono nati molti modelli potentissimi dall’aspetto ordinario.
Anche le auto del Gruppo 4 non sono da meno: il modello di cui parliamo oggi, per esempio è una berlina pesante e dall’aspetto sicuramente non sportivo ma che potrebbe tranquillamente bruciare in partenza molte sportive moderne. Del resto, viene da un tempo in cui c’erano poche regole, tanta voglia di correre e sopratutto FIAT partecipava ancora a molti campionati sportivi di grande rilievo.
La berlina che si lascia dietro le supercar
Ideata nel 1976 la FIAT 131 Abarth Rally è la versione più cattiva e potente della classica berlina del marchio italiano, studiata per correre nel World Rally Championship con le regole Gruppo 4. La vettura da gara si rivelò un successo enorme, collezionando una lunga serie di successi nei 2 anni successivi. Naturalmente, per l’omologazione, ne vennero prodotte diverse centinaia, 300 o 400 a seconda delle fonti. Di queste, molte erano stradali destinate ai clienti.

Oggi, la FIAT 131 vale una piccola fortuna (Classic Trader) – www.Quellichebravo.it
La variante stradale della 131 non sarà stata bellissima da vedere ma era un vero fulmine con un motore da 140 cavalli, chiaramente una frazione della potenza di 270 cavalli che si poteva raggiungere sul modello da gara. Il cambio era manuale con 5 marce e la possibilità di adottare un differenziale autobloccante. Il peso di 950 chilogrammi rendeva l’auto molto veloce, con un rispettabile massimo di 190 chilometri all’ora.
Ad oggi uno dei rari modelli originali stradali ancora in circolazione può fruttare un bel gruzzolo. Dai 69.000 € che sono il prezzo minimo – riferimento del caso, Autoscout24.com – si può tranquillamente arrivare ai 100.000 € per un modello originale in buone condizioni con pochi chilometri. E qualcuno la chiamava automobile per sfigati…








