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La Lancia Delta giapponese è la gemma nascosta del mercato: che bomba

Nissan Sunny GTi-R
La Lancia Delta giapponese, uan pietra miliare dell'oriente automobilistico (www.quellichebravo.it)

La scena automobilistica giapponese degli anni ’80 e ’90 è stata teatro di innovazioni e modelli che hanno lasciato un’impronta indelebile.

La scena automobilistica giapponese degli anni ’80 e ’90 è stata teatro di un fermento di innovazioni e di modelli che hanno lasciato un’impronta indelebile nel panorama delle hot hatch sportive. Oggi, a distanza di decenni, queste vetture continuano a essere celebrate dagli appassionati per la loro combinazione di leggerezza, potenza e personalità graffiante. Approfondiamo dunque le cinque hot hatch giapponesi più aggressive di quel periodo, modelli capaci di esprimere un carattere unico e prestazioni sorprendenti, spesso paragonate alle celebri europee.

Dai primordi con la Suzuki Swift GTi fino alla leggenda Nissan Sunny GTi-R

Una delle protagoniste indiscusse degli anni ’90 è senza dubbio la Suzuki Swift GTi del 1990. Rispetto all’attuale modello, la versione d’epoca si distingueva per il suo spirito corsaiolo racchiuso in dimensioni compatte e peso piuma: appena 885 kg. Il suo motore 1.3 litri erogava 101 cavalli, una cifra modesta sulla carta, ma più che sufficiente per consentire velocità superiori ai 180 km/h e un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 8,6 secondi, valore a cui alcune city car moderne possono solo aspirare. Questa combinazione di leggerezza e potenza ha reso la Swift un’icona tra le piccole sportive giapponesi.

Nissan Sunny GTi-R

Si tratta di una vettura davvero speciale (www.quellichebravo.it – Instagram bosdepofficial)

Pochi cavalli in più, ma altrettanto versatilità, nella Toyota Starlet GT Turbo (1988-1999). Il propulsore 1.3 litri 16 valvole con turbocompressore e intercooler sviluppava 133 cavalli, unito a un peso contenuto di circa 900 kg. Questa configurazione garantiva un eccellente rapporto peso-potenza e una facilità di tuning che ha reso la Starlet una delle vetture preferite dagli appassionati di elaborazioni, spesso spinte ben oltre i 200 cavalli di potenza.

Alzando ulteriormente l’asticella, troviamo la Honda Civic 1.6 VTi, prodotta tra la fine degli anni ’80 e la metà degli anni ’90. Il suo motore 1.6 litri VTEC da 160 cavalli (versione giapponese) era un vero capolavoro di ingegneria, capace di regalare prestazioni di rilievo con un peso contenuto di 990 kg. La Civic raggiungeva i 100 km/h in appena 8,3 secondi e una velocità massima di 215 km/h, confermandosi un punto di riferimento in termini di affidabilità e dinamica di guida.

Tra le hot hatch più sofisticate degli anni ’90 spicca la Mazda 323 GTR (1992-1994), concepita per partecipare ai rally Gruppo A. Con un motore turbo da 1.8 litri capace di 185 cavalli e una trazione integrale all’avanguardia, questa vettura rappresentava un perfetto equilibrio tra potenza e controllo. La produzione limitata a sole 2.200 unità ha contribuito a farne un oggetto di culto tra collezionisti e appassionati.

A chiudere questa top 5 è la famosa Nissan Sunny GTi-R, spesso definita la “Delta giapponese” per le numerose analogie con la Lancia Delta integrale. Equipaggiata con un motore turbo da 2.0 litri in grado di erogare 220 cavalli, trazione integrale e un peso ben bilanciato, la Sunny GTi-R garantiva prestazioni da vera sportiva: 6,4 secondi per passare da 0 a 100 km/h e una velocità massima di 223 km/h. Progettata anch’essa per il mondiale rally, la Sunny non ottenne però il successo e la fama della sua omologa italiana, ma oggi è riconosciuta come un autentico gioiello della sportività giapponese.

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