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Stellantis odia quest’auto: è stato il peggior flop del marchio, è durata 1 anno

lancia flavia fiat
Flop totale (www.quellichebravo.it)

Tra le vetture che hanno subito una cancellazione quasi totale dalla memoria collettiva spicca una macchina che durò appena un anno.

La storia di Lancia, marchio iconico dell’automobilismo italiano, è costellata di successi ma anche di clamorosi insuccessi che hanno segnato profondamente il suo destino. Oggi, sotto l’egida di Stellantis, il marchio tenta un rilancio in chiave green, ma il passato recente di flop commerciali continua a pesare sulla sua immagine e sulle strategie future. Tra le vetture che hanno subito una cancellazione quasi totale dalla memoria collettiva spicca una Lancia che durò appena un anno, simbolo di un clamoroso insuccesso.

Il declino di un marchio simbolo del made in Italy

Lancia è sempre stata sinonimo di eleganza, sportività e innovazione nel settore automobilistico, con modelli leggendari come la Fulvia, la 037 e la Delta che hanno scritto pagine gloriose nella storia dei rally e dell’automobilismo mondiale. Tuttavia, negli ultimi anni il brand ha sofferto un ridimensionamento drastico che ha visto la gamma ridursi quasi esclusivamente alla Lancia Ypsilon, vettura che, pur rinnovata e con un design moderno, ha faticato a convincere gli appassionati più tradizionalisti.

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Lancia Flavia, un’auto che ha riscosso poco successo (www.quellichebravo.it – Autoscout24)

Con la transizione verso la mobilità elettrica e ibrida, Stellantis punta a un rilancio di Lancia nel segno della sostenibilità, ma i numeri di vendita ancora in calo e il peso di alcuni insuccessi recenti rappresentano un ostacolo significativo.

Tra i fallimenti più clamorosi del marchio torinese vi è senza dubbio la Lancia Flavia, un modello che avrebbe dovuto segnare un ritorno alle origini e rilanciare il brand nel segmento delle cabriolet di lusso. Presentata al Salone di Ginevra 2012, la Flavia si basava sulla Chrysler 200 europea, ma non riuscì mai a conquistare il pubblico italiano ed europeo.

Dopo appena un anno di commercializzazione e 450 esemplari venduti in Italia, la Flavia venne ritirata dal mercato nel 2013, cancellata dai listini con una rapidità che raramente si era vista nella storia recente di Lancia. Le ragioni del flop furono molteplici: l’assenza di un motore diesel potente, la mancanza di una capote rigida che avrebbe potuto aumentare l’appeal della cabriolet, e soprattutto la percezione diffusa che la vettura fosse un prodotto americano mascherato da italiano, una mancanza di identità che si rivelò fatale.

Sotto il cofano, la Flavia montava un propulsore benzina da 170 cavalli, capace di raggiungere una velocità massima di 195 km/h, ma questo non bastò a compensare la scarsa accoglienza da parte di un mercato sempre più esigente e attento alle origini e all’autenticità del prodotto.

Non solo la Flavia è stata un capitolo difficile nella storia recente di Lancia: anche modelli come la nuova Thema e la Voyager, legate anch’esse a collaborazioni con Chrysler, hanno faticato a imporsi nel mercato italiano, contribuendo a una crisi di identità del brand. Mentre alcune vetture storiche continuano a vivere nel mito degli appassionati, le scelte strategiche degli ultimi anni hanno fatto emergere difficoltà nella capacità di Lancia di innovare mantenendo fede alle sue radici.

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